Dai sistemi implantari osteointegrati alle soluzioni implantari biologicamente integrate: il sistema GTB pone le basi per il futuro dell’implanto-protesi.

Negli ultimi anni molte conoscenze legate ai sistemi implantari si sono profondamente evolute permettendo di ottenere un perfetto mantenimento del tessuto osseo a livello crestale, un miglioramento della funzionalità sotto carico e, più in generale, un aumento del rendimento biomeccanico dell’intero sistema costituito dalla vite endossea, dal moncone protesico e dal comportamento dell’osso perimplantare.
Il risultato ottimale è però ottenibile solo se sono contemporaneamente presenti gli elementi fondamentali che influiscono sia sul comportamento dell’osso sottoposto a carico sia sul sistema impianto-moncone.

GTB alto

 

La letteratura scientifica, gli esiti dei numerosi test svolti in fase di progettazione e l’evidenza clinica hanno confermato che il successo implantare in termini di predicibilità, stabilità del tessuto osseo ed estetica è garantito da cinque fattori critici di successo:

  1. Geometria dell’impianto e profilo della piattaforma
    L’impianto GTB presenta una filettatura con spire a dente di sega invertito di profilo variabile (da triangolare a trapezoidale), doppio principio, gola di scarico dei fluidi e colletto cilindrico per evitare compressione dell’osso corticale crestale.
    La piattaforma innovativa a profilo complesso, sviluppata sia in orizzontale che in verticale (platform shifting brevettato) incrementa la superficie disponibile all’osteointegrazione e interviene attivamente nella distribuzione del carico occlusale.
  2. Tipologia della connessione
    La connessione conica è la migliore scelta per garantire stabilità e trasmissione del carico ottimale ed è presente un indice ottagonale per facilitare le fasi protesiche.
  3. Profilo delle componenti protesiche
    Il profilo delle componenti protesiche lascia un notevole volume per la crescita dei tessuti molli perimplantari a sigillo della connessione. In tutti gli impianti è possibile utilizzare la stessa componente protesica a prescindere dal diametro dell’impianto stesso.
  4. Assenza di micromovimenti
    La precisione dell’accoppiamento conico tra impianto e moncone è la garanzia che anche sotto carico non ci saranno micromovimenti tra i due elementi riducendo così sovraccarichi non controllati dell’osso ed eliminando il rischio di formazione di micro-gap con conseguente infiammazione dei tessuti perimplantari.
  5. Sigillo anti-batterico
    La formazione ed il mantenimento di un sigillo anti-batterico riduce il rischio di reazione infiammatoria dei tessuti molli perimplantari e il conseguente arretramento del tessuto osseo.

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GTB Manuale Chirurgico 2014 ITA